Ai miei figli


Esiste un luogo in cui il tempo si ferma,

ogni cosa cessa di esistere,

ogni affanno, ogni desiderio, ogni emozione,

si placa.

 

Esiste un luogo in cui puoi trovare rifugio.

Niente e nessuno, può affliggerti.

Niente e nessuno, può raggiungerti.

È un luogo dove il bene e il male si annullano.

 

È un luogo unico.

Un luogo che solo tu, puoi trovare.

Un luogo al quale solo tu, puoi accedere.

 

È un luogo in cui troverai

ciò che stai cercando da tanto tempo.

 

Sei tu.

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Luigi Cama è un creativo. Ama spaziare dalla scrittura al canto, dal videomontaggio alla fotografia, dalle passeggiate in bici alla pesca. Vede la meraviglia in ogni cosa intorno a se. Ama la bellezza naturale, i colori e il bianco e nero. C'è poesia in ogni gesto, in ogni soffio di vento, in ogni spazio desolato. Ama ascoltarsi e quando non lo fa, resta in ascolto.

2 commenti

  1. Simona Scaletta Simona Scaletta
    10 ottobre 2015    

    A volte il nostro io interiore diventa una gabbia. Non riesco a tirare fuori lui, nè lui me…

    • 11 ottobre 2015    

      In quella piccola stanza mi sentivo in gabbia. Aprii la porta, girai per la grande casa, ma sentivo ancora quel senso di oppressione, di soffocamento. Decisi allora di uscire all’aperto. Il cielo era blu, qualche nuvola danzava all’orizzonte e gli alberi mi sorridevano. Stavo meglio. Sopraggiunse la sera, non avevo voglia di tornare dentro quella gabbia. Alzai gli occhi al cielo per ammirare la luce delle stelle, ma fui colto da un pensiero inquietante: “Non riuscirò mai a raggiungerle. Ovunque vada, sarò sempre prigioniero di questo piccolo pianeta.”
      Mi ero appena condannato con le mie stesse mani. “Sono in una gabbia più grande.”
      Sudavo, piangevo, avevo paura. Se non avessi trovato subito la soluzione al quel dilemma, sarei impazzito. Come potevo uscire da quella gabbia? Volevo fuggire dalla Terra per sentirmi libero, in quello spazio infinito … “infinito…” pensai.
      Iniziai a sorridere. Ovunque, mi sarei sentito in gabbia. Avevo chiuso la parte migliore di me in una cella buia.
      Tornai dentro casa. Mi recai nella mia camera. Sulla scrivania c’erano dei fogli e una matita. Iniziai a scrivere. Trovai il modo di liberarmi.
      La prima cosa che scrissi fu: “Ogni essere umano ha la chiave per aprire quella gabbia.”

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