T.C.R.T. TRANSCOMMUNICATION RANDOM TEXT

Estratto dal libro “Il confine invisibile”, Cap. 44

Il programma qui citato è stato realizzato è reso operativo tramite il sito metavisione.it per un certo periodo di tempo. Il sito al momento è in fase di restyling e quando sarà nuovamente disponibile, anche il TCRT sarà nuovamente operativo.

Il 15 Luglio 2010 il programmatore Alessandro Cima mi contattò su Facebook per discutere della transcomunicazione strumentale via computer. Gli raccontai delle esperienze note in questo campo, dalla videoscrittura all’interazione con le stampanti e di come Massimo era riuscito a manipolare un’immagine JPG nel mio computer.

Alessandro mi scrisse di un esperimento che poteva provare l’esistenza di una coscienza collettiva globale attraverso la rete internet. L’idea era interessante, anche perché di recente ne avevo parlato con l’Avv. Festa del gruppo di Grosseto, incontrato al convegno a Cattolica, e al quale avevo raccontato della sfera verde apparsa subito dopo la trasmissione a cui aveva partecipato; Amerigo mi parlò della medianità via Skype e di Grosseto Zone attraverso cui le Guide comunicavano con i componenti del cerchio medianico sfruttando internet e i computer.

Dal mio punto di vista era l’ennesima forma espressiva della transcomunicazione strumentale: che si trattasse o meno di entità spirituali, era tutto da verificare.

Teoricamente però, parlando in termini psichici, tutti gli utenti collegati a internet potevano contribuire inconsapevolmente a un processo che da casuale sarebbe potuto diventare causale.

Alessandro mi suggerì la creazione di un programma per la generazione di lettere random, ovvero, casuali; mi tornarono in mente alcuni messaggi metafonici dei mesi precedenti in cui un misterioso interlocutore accennava al testo su schermo, e alcuni sogni in cui vedevo lettere e nomi comparire sulla superficie di un grande monitor. Inoltre, altri amici ricercatori avevano ottenuto lettere e parole abbozzate tramite una tecnica video in cui venivano utilizzati l’acqua e la luce.

Accettai l’invito di Alessandro che di lì a poco mi inviò una schermata prodotta da un programma scritto da lui con poche righe di codice, a titolo di esempio:

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Tra le lettere casuali notai subito le parole “TUO ZIO OCULT”.

In quei giorni stavo registrando numerose coincidenze sul Maestro Antonino; avevo incontrato una donna che lo aveva accudito fino alla sua morte e che lo chiamava zio. Inoltre, come già spiegato nel capitolo a lui dedicato, in vita si era occupato di scienze occulte e quindi il messaggio “lo zio occulto” poteva riferirsi solo a lui.

Ma il termine occulto, per me, assumeva un significato ancora più sottile: nascosto, celato, invisibile. Qualcuno dall’altra dimensione stava seguendo gli sviluppi di un nuovo strumento di comunicazione?

Successivi risultati di Alessandro facevano riferimento a situazioni quotidiane, come se il programma volesse dimostrare di conoscere lo sperimentatore. Un sistema simile all’I Ching.

In seguito, tramite una terza persona, giunse il riferimento alla forza Odica che nessuno dei due conosceva. Ma io si!

Il Barone Karl von Reichenbach, scienziato tedesco noto per la scoperta di molte sostanze chimiche, stava indagando sul modo in cui il sistema nervoso di certe persone fosse influenzato da varie sostanze e dalle fasi lunari. In seguito intuì l’esistenza di una nuova forza affine all’elettricità, al magnetismo e al calore. Inizialmente pensò che tale forza fosse irradiata da molte sostanze, ma successivamente estese questa possibilità a tutta la materia. Quindi a tutto l’Universo.

Reichenbach la chiamò forza Odica.

Qualcuno ci stava suggerendo quale meccanismo ci fosse alla base della transcomunicazione strumentale?

Un’interazione quantistica tra uomo e materia?

Già in passato gli amici dell’altra dimensione avevano provato a comunicare tramite i mezzi informatici.

Paolo Presi, nel suo libro “Esplorando l’invisibile” (Ed. Segno, pag. 75), la definisce IPSV Computerizzata (Interazione Psi Strumentale Visiva): “Il primo evento anomalo si verificò il 21 Ottobre 1980 quando inviò a un amico, che possedeva un computer uguale al suo (un Commodore64 n.d.a.), una copia del programma registrato su cassetta. L’anomalia compariva ogniqualvolta l’amico lanciava il programma sul suo computer presentando un funzionamento irregolare. A un controllo del listato (codice sorgente di un programma per computer n.d.a.) Boden si accorse della presenza di inspiegabili modificazioni avvenute nel programma originario e, a ogni verifica successiva, comparivano nuove modifiche.

Più volte furono riscontrati inserimenti della sigla KG che, secondo il Boden, avrebbero potuto avere un qualche riferimento a Klaus Gunter, un suo amico morto a quarantacinque anni.

Questa supposizione acquistò un certo interesse da ripetuti inserimenti del numero 180480 che, stranamente, coincideva con la data della sua morte, avvenuta il 18 Aprile 1980.”

Alessandro si cimentò per equilibrare l’uscita delle vocali e delle consonanti, per aumentare le possibilità di uscita di parole di senso compiuto, ma non ero d’accordo.

Esistevano già delle App in grado di estrarre parole casuali da un database interno all’applicazione stessa e con alcuni amici, tra cui Umberto, avevamo ottenuto risultati significativi.

Chi si occupa di transcomunicazione strumentale, è consapevole del fatto che questo genere di comunicazioni possano innescarsi in qualsiasi sistema in grado di veicolare un’informazione di natura elettromagnetica: radio, televisione, cellulare, computer, stampante e qualsiasi altro strumento tecnologico.

Per garantire la paranormalità del risultato, Mercury TCRT, così avevo nominato il programma, avrebbe dovuto generare solo lettere casuali e restituire, in maniera imprevedibile, parole di senso compiuto e nell’insieme, indizi riconducibili all’interlocutore invisibile.

Il TCRT non doveva attingere ad alcun dizionario da cui poter estrarre parole, ma solo le 26 lettere dell’alfabeto.

Dovevo solo scegliere quante volte estrarre le lettere casuali.

Non dovevano essere né poche, al fine di garantire uno spazio sufficiente all’eventuale interlocutore per inserire il messaggio, né troppe, per evitare di appesantire la fase di analisi.

C’era una sequenza di numeri che mi accompagnava da sempre: il 1333. Se fosse avvenuto il contatto, psichico o spirituale, sarebbero bastate poche parole, pochi indizi, per avvalorare il risultato.

Soprattutto se l’entità ricercata avesse risposto scrivendo il proprio nome. Ebbene, in questo sistema casuale e imprevedibile, si formarono parole di senso compiuto e in più lingue. Persino i nomi.

Decisi di riscrivere il programma per offrirlo gratuitamente agli amici del Web tramite il sito metavisione.it . In questo modo avrei potuto raccogliere altri dati significativi e proporre uno strumento neutrale.

Come al solito, tra il dire e il fare dovevo prima considerare le mie priorità quotidiane e solo dopo un anno e mezzo riuscii a realizzare il mio proposito.

Dal mio diario, Olivarella 11 Febbraio 2012

Ho inaugurato Mercury TCRT.

Non poteva mancare il riferimento a Freddie, ma più simbolicamente a Mercurio, il messaggero degli Dei, il tramite tra questo mondo e l’altro.

Ho scelto l’acronimo TCRT: TransCommunication Random Text.

Transcomunicazione tramite testo casuale, anche se tecnicamente sono lettere casuali, ma suonava male Random Letter.

Il primo esperimento ufficiale fu protocollato in data 11 Febbraio 2012 alle ore 02:17:53.

Chiesi agli amici dell’Aldilà di esprimere un parere sul lavoro svolto insieme. Percepii la loro presenza per tutto il tempo, sia nella fase di realizzazione del programma che durante la sperimentazione.

Il messaggio conteneva termini in più lingue: alcune parole presentavano lettere invertite, come una sorta di errore di battitura, cosa che accade anche in metafonia, quando le parole sembrano pronunciate male, o in metavisione, quando le immagini risultano incomplete o deformate.

Ricordo al lettore che il capitolo precedente si fermava ad Agosto 2010;  ho ritenuto necessario fare un balzo dal mese di Luglio 2010 al Febbraio 2012, per chiarire meglio i fatti che portarono alla realizzazione del programma.

Nel frattempo avevo vissuto altre esperienze e i commenti presenti nell’analisi anticipano ciò che verrà spiegato nei prossimi capitoli.
Effettuai, quindi, l’analisi del mio primo TCRT:

NOI OK WORK

Confermavano il lavoro di gruppo svolto anche da parte loro.

TU TIRE (I) D

Togliendo la I otteniamo dall’inglese TIRED, ovvero, stanco. Confermavano di conoscere le mie condizioni fisiche alle due del mattino dopo più di sedici ore trascorse davanti al computer.

TU OMO (uomo).  TU UNO

Avevo già vissuto esperienze medianiche e il dubbio era sempre in agguato. Stavano confermando che le comunicazioni non erano frutto della mia mente? Ero forse riuscito a trovare il centro dell’infinito? L’Uno?

IL MIO BOX CUBE DIE ZOOM

Il cubo attraverso cui si erano già manifestati era il televisore a tubo catodico, mentre le parole die (morte) e zoom, erano un chiaro il riferimento alla tecnica Schreiber e alla visione dei trapassati.

QUI ONE

È l’Uno che comunica.

PIE (torta)

Sembrano anticipare il giorno successivo. Il 12 Febbraio avremmo festeggiato il compleanno di mia moglie.

ENOE

Da una rapida ricerca trovai Enoe, Regina dei Pigmei, che fu tramutata da Artemide in gru per aver peccato d’orgoglio nei confronti degli dèi. Ma giunse un suggerimento diverso: invertendo le lettere centrali ottenni EONE. Gli eoni, in molti sistemi gnostici, rappresentano le varie emanazioni del Dio primo, noto anche come l’Uno, la Monade.

Per me, destinatario del messaggio, tutto questo aveva un senso.

Il TCRT aveva dimostrato capacità di ascolto, valutazione dello stato interiore e fisico dell’interlocutore umano e delle sue vicende quotidiane.

Sperimentai ancora. Il sistema era rapido, neutrale, non si doveva impazzire con tarature e collegamenti: chiunque avrebbe potuto utilizzare il TCRT. Nei seguenti messaggi, in particolare, ottenni dei riscontri significativi:

 

15/02/2012

Domanda: un messaggio per tutti gli sperimentatori.

Risposta: LUX (luce) PUR (pura) COX (timoniere-guida).

TAO (sentiero) GJGI (Gigi) DEX (coronario – struttura del cuore).

NEO (nuovo).

Quindi, Luce pura guida Gigi sul sentiero di un cuore nuovo.

Era uscito persino il mio nome.

 

19/02/2012

Domanda: Chi c’è in ascolto?

Risposta: TU FAI VIDEO. FAI TAG.

VENGO PAX (in pace). UN CROW (corvo).

SONO AMY X (per) VOI.

 

Era evidente il riferimento alla metavisione, alla condivisione su Facebook (tag) dei risultati, mentre il corvo nella leggenda indiana, apache, cheyenne e comanche, era ritenuto, insieme agli avvoltoi, come una sorta di Caronte, il traghettatore di anime.

C’era una relazione tra i risultati delle mie sperimentazioni visive e il corvo? Era grazie a un tramite nell’altra dimensione se ero riuscito a ottenere quei volti?

A conferma di questo, il riferimento ai Nativi Americani.

Durante le sperimentazioni medianiche nel 2011 si erano presentate più volte diverse entità, tra cui quella che chiamavamo l’istruttore.

Ognuna di loro esprimeva una personalità, una solennità, una filosofia e un’energia, che portavano con sé il profumo dell’antica conoscenza indiana.

 

22/02/2012

Domanda: Vi piace questo nuovo sistema di comunicazione?

Risposta: ANNA. NEW (novità) PIPE (tubo-condotto-canale).

VIA (tramite) TAU (sentiero) BOX BLUE (il monitor CRT che stavo utilizzando, simbolicamente collegato con il cielo).

PEER – Il termine Peer to Peer viene usato per descrivere le applicazioni con le quali gli utenti possono, attraverso Internet, scambiarsi direttamente file con altri utenti. In particolare, P2P è un tipo di network transiente che permette a un gruppo di persone con lo stesso programma, di connettersi e accedere direttamente alle risorse condivise.

Quindi Anna stava comunicando di aver gradito la novità informatica e che grazie al computer BLUE poteva comunicare.

Il riferimento al PEER mi esaltò particolarmente.

Il Peer-to-peer (P2P) è un’espressione che indica una rete informatica in cui i nodi, ovvero, ogni singolo computer, possono fungere sia da cliente che da servente verso gli altri nodi terminali della rete.

Mediante questa configurazione qualsiasi nodo è in grado di avviare o completare una transazione.

In breve, un cerchio medianico telematico.

Il veicolo sul quale viaggiavano le informazioni da un interlocutore all’altro, poteva essere una forma di energia in grado di far interagire due esseri viventi su due piani esistenziali differenti.

Mi tornò in mente la forza Odica.

Dopo aver reso disponibile il programma in data 11 Febbraio 2012, su metavisione.it, gli utenti si prodigarono ottenendo esiti positivi, negativi e incerti ma, anche il solo fatto di averne ottenuto uno positivo, per me valeva tanto.

La statistica, in questo campo di ricerca, può allontanare dall’obiettivo principale e bisogna fare molta attenzione a non lasciarsi ingannare dall’eccesso di razionalità.

Se ci si basa solo sulle probabilità, si rischia di perdere un’occasione importante: quella di riuscire a incrementare le possibilità di riuscita che aumentano con la dedizione, l’impegno e l’apertura mentale. È un meccanismo che vuole essere coltivato.

Un meccanismo che non tiene conto delle pretese dell’uomo, ma che sfrutta l’attimo fuggente in cui quelle condizioni, a noi sconosciute, si verificano. Come nel caso di Mario, per esempio.

Il 13 Febbraio 2012 mi contattò via Facebook la signora Laura, scrivendomi: “Ho provato il programma chiedendo a Mario, il mio amato compagno andato di là un anno fa, se mi è vicino. Io leggo love li cum te.”

Leggendo quel nome mi ricordai di averlo già ricevuto durante una sperimentazione non ufficiale qualche giorno prima, mentre preparavo il programma offline per presentarlo al convegno di Castelvetrano:

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Riferii a Laura l’esito della mia analisi e mi fornì la sua interpretazione:

MARIO: il nome di mio marito.

IRIS: è una canzone di Biagio Antonacci che a me piace molto, ma potrebbe riferirsi all’origine greca di mia nonna paterna.

BOLO: riferito al bolo alimentare. Ho avuto problemi di anoressia tanto che Mario (già trapassato) andò pure da Riccardo di Napoli (tramite la metafonia) per convincermi a mangiare di nuovo.

KRETA COSTE: l’isola di Creta mi fa pensare al fatto che lui, essendo nato in Egitto, mi parlava della comunità greca che frequentavano (e potrebbe ricollegarsi a IRIS)

MNICA(Monica): è il nome di mia figlia, avuta nel primo matrimonio, andata di là a sei anni.

MONA (diminutivo di Simona): è la figlia vivente di una sua carissima amica, una ragazza a cui lui era particolarmente affezionato.

ONUSA NOPIA (suona piano): mia figlia, la più grande, suona il pianoforte.

ZUFOL (Zufolo): mia figlia, la più grande, suonava il flauto.

BOOK MOOD: Leggo molti libri sugli stati d’animo.

MIRÒ: Mario amava molto i quadri.

F (I) UMI: fumavo tanto (e fumo ancora) e Mario mi rimproverava.

Alcuni elementi potrebbero apparire come forzature ma, cosa non da poco, l’entità si era presentata con il suo nome, Mario, insieme al nome di Monica, la figlia di Laura trapassata a sei anni.

Due nomi in un solo messaggio. Coincidenza?

Le applicazioni del programma TCRT sono innumerevoli.

Lo stesso metodo potrebbe essere applicata alla composizione delle immagini paranormali con funzioni random di colori, linee e forme per ottenere il disegno di volti, oggetti, lettere e numeri.

TCRT potrebbe rivelarsi nel tempo il ponte che consentirà il superamento dell’ostacolo soggettività.

Questa e altre storie incredibili, vissute in oltre venti anni di ricerche, dal 1994 al 2014, le trovi nel mio libro, IL CONFINE INVISIBILE.