“Esiste un mondo nel mondo, da molti sconosciuto, da altri ignorato, da tanti temuto. Alcuni però, pare riescano a trarne profitto, ma a caro prezzo.” Laura Colombo, nota studiosa di tematiche di confine, stava illustrando le sue ultime scoperte sulla dimensione parallela da lei definita semplicemente – Another World -. “Sembra il titolo di un videogame”, la interrompe un giovane tra il pubblico. “Effettivamente era il titolo del mio videogame preferito, negli anni novanta, in cui uno scienziato, a causa di un fulmine, viene catapultato in un’altra dimensione durante un esperimento. Un mondo ostile, completamente diverso dalla Terra. Il mondo parallelo di cui stiamo parlando, invece, è l’esatta copia del nostro, ma nel quale possono verificarsi fenomeni inspiegabili, e nel quale entriamo ed usciamo senza rendercene conto, quando si verificano condizioni particolari.” Laura notò una mano alzata tra il pubblico: “Salve, mi chiamo Gina. Volevo chiederle: è possibile che tra di noi ci siano persone provenienti da quel mondo? Come fare per distinguerle?”. Dopo una breve pausa, Laura rispose: “Se alla persona in questione accadono fenomeni paranormali, che violano le leggi della fisica, allora ci troviamo di fronte ad uno scambio. Teoricamente tutti potremmo non appartenere a questo mondo, ma all’altro, persino lei Gina.” “Quindi, tutti quelli che affermano di vedere i defunti o che prevedono gli eventi futuri, o che guariscono da una malattia incurabile, o che fanno dei giochi di magia inspiegabili…”, aggiunse la donna, “…ma si corrono dei rischi restando nel mondo sbagliato?”. La relatrice, accarezzando i suoi appunti, rispose: “Ho alcune teorie in merito, ma per il momento preferisco non parlarne.”
Dal fondo della grande sala convegni dell’hotel, mescolati tra la folla in piedi, la signora Privitera e la sua amica Annoska scambiavano commenti sulle affermazioni della relatrice: “Un altro mondo?”, disse la signora, “Come se non bastasse questo, con tutti i problemi che abbiamo.”. “Dai Rosaria, il punto non è questo. Lei afferma che quando qualcuno vive delle esperienze di confine, quelle che chiamiamo paranormali, vuol dire che si trova nel mondo sbagliato. Ha accennato a delle conseguenze e forse tante cose brutte accadono per questo motivo.”, rispose Annoska. “Si, ma non dice cosa. Perchè tutto questo mistero? Le cose o si dicono o non si dicono!”, concluse la signora Rosaria. “E comunque, ti ricordi cosa ci è accaduto lo scorso anno, quando eravamo in gita sui monti?”. Le due amiche si guardarono, probabilmente concentrate sulla riflessione successiva. “Io so di essere di questo mondo, porca miseria!” disse decisa Rosaria. Annoska adorava la sua amica, sempre pronta a combattere con il mondo intero, ma tanto divertente quanto sincera. Accanto a loro, una signorina intenta a prendere appunti, ascoltava divertita la discussione. “Ma se davvero fosse avvenuto lo scambio, e non foste di questo mondo, cosa fareste?” disse Francy , senza alzare lo sguardo dal blocco note. “E che dovremmo fare signorina? Per ora queste sono solo ipotesi e non ci sono prove.” rispose avanzando la Privitera, “E comunque, lei non ha altro da fare che ascoltare le nostre discussioni?”. Annoska, che conosceva il carattere focoso dell’amica, la invitò a prendere qualcosa al bar dell’hotel. Francy la guardava attraverso gli occhiali tondi che le conferivano l’aspetto di una studentessa, pur essendo ormai “nel mezzo del cammin di nostra vita”, come amava sdrammatizzare scherzando con gli amici. Artista per passione, artista per amore, un giorno si ed uno forse, viveva attimi di smarrimento, momenti di panico, in cui le si aprivano delle finestre da cui poteva osservare l’altra lei. Si fissavano per un tempo indefinito, per nulla sorprese, ma con profonda malinconia. Percepiva l’altra come quella parte di se che le mancava e che l’avrebbe completata, una volta riunite. La relazione volgeva al termine, Laura stava rispondendo all’ultima domanda. “Le devo parlare”, pensò Francy. “Signorina? Mi scusi…”, un ragazzo gentile, che l’aveva osservata fin dall’inizio, trovò il coraggio di presentarsi: “Mi chiamo Giuseppe, ho visto cos’è successo con quelle due signore. Anche secondo me loro non sono di questo mondo. Io so come farle tornare indietro.” Francy rispose con un sorriso, anche se un po’ a disagio per quell’affermazione. Strinse la mano di Giuseppe, era fredda, ma aveva un viso buono e rispose con una battuta: “Nemmeno io sono di questo mondo, ma ormai mi ci sono affezionata e mi dispiacerebbe lasciarlo.” Giuseppe sorrise e poco prima che le potesse chiedere il numero, Francy si era dileguata tra la folla che stava applaudendo. “Laura, grazie di tutto.”, disse l’organizzatore dell’incontro. Laura Colombo salutò frettolosamente, pareva ansiosa di andar via. Tra il pubblico alcuni fanatici religiosi l’avevano presa di mira, soprattutto dopo che aveva accennato alle possessioni diaboliche, spiegandole nell’ottica dell’alterazione dovuta ad uno scambio mal riuscito, tra i due mondi. Aveva affermato che “Nel momento in cui avviene lo scambio, l’allineamento con l’altro mondo può saltare, scatenando fenomeni incontrollabili e interferenze che provocano la cosiddetta personalità multipla. Si resta in bilico tra i due mondi e a volte, l’esorcismo può risolvere l’allineamento, ma nella maggior parte dei casi lo peggiora.” “Signorina Colombo”, la chiamò ad alta voce un anziano panciuto del gruppo di religiosi, “Ci sono cose che voi accademici tentate di spiegare razionalmente, pur di allontanarvi dalla verità. Il giorno in cui si troverà di fronte al grande ingannatore, dovrà fare i conti con le sue peggiori paure…” Laura uscì scortata dagli organizzatori, mentre alcuni le chiedevano autografi, pareri, le mostravano foto o le urlavano contro. “Devo raggiungerla!”. Francy si avviò verso l’ingresso principale, decisa ad aggirare la folla, per mostrarle la sua prova.
“Voi che ne pensate ragazzi?”, chiese David​.
“Non lo so, quella ha qualcosa che non mi convince.”, rispose Anna​, “Le immagini che ha mostrato alla fine, non mi hanno convinto. Chiunque può realizzare fotomontaggi di un mondo parallelo, in cui però cambiano piccoli particolari, come la giacca della donna su Mondo 1, di colore diverso su Mondo 2.”, “Infatti”, concordava Liborio​, “anche la storia del cronovisore ritrovato e modificato non regge: perchè non l’ha portato qui e non ha fatto una dimostrazione pratica?”. “Cronovisore? Immagini? Quali immagini?”, chiese la signora Privitera​, ferma al bar con l’amica. “Per un caffè mi hai fatto perdere la parte più bella del convegno Annoska​.” Caterina​, un’altra componente del gruppo di David, estrasse lo smartphone dalla borsetta: “Eccole qui, signora, ho scattato qualche foto allo schermo. Questo, secondo la studiosa, è Mondo 2.”. Mentre Rosaria osservava le immagini perplessa, Mary​ e Nadia​ si scambiavano i numeri di telefono. “Domani ho qualche ora libera e possiamo vederci per parlare della tua esperienza, Nadia.”. Mary era una psicologa che da alcuni anni si interessava alla regressione ipnotica e Nadia le aveva accennato, durante il convegno, ad alcuni episodi di paralisi notturna durante i quali accadevano cose poco piacevoli. “Grazie Mary, è stata una vera fortuna incontrarti proprio qui, oggi. Con tutto quello che ha spiegato la dottoressa Colombo, stavo per svenire. Che senso avrebbe continuare a vivere in un mondo che non è il tuo?” Mary la strinse in un forte abbraccio e concluse: “Come ti ho già spiegato, non credo a tutto quello che la Colombo​ ha affermato, esistono altre spiegazioni per i fenomeni paranormali. Vedrai che le tue avventure notturne avranno fine già dopo la prima seduta.”
David ascoltava i pareri di tutti, li osservava in silenzio, senza intervenire. Chi credeva, chi non credeva, chi sperava fosse tutto vero e chi negava a priori ogni possibilità. “Stai pensando a quello che ti è successo a Roma l’anno scorso ?”, gli chiese Liborio. “Come? No! Stavo gustando un momento di relax, là dentro non si respirava con tutta quella gente.”. L’amico non si sbagliava, David aveva voluto partecipare al convegno per cercare delle risposte, e invece era più confuso di prima. Quello che Liborio non sapeva, era che di recente David aveva rivissuto la stessa terribile esperienza. Seduto su una poltrona del bar, Manuel Deias rileggeva un passo del libro di Laura Colombo: “…perchè lo scambio può avvenire anche durante la fase onirica. Se al risveglio sentirete di non appartenere a questo mondo, con molta probabilità sarete su Mondo 2. Da quel momento, ogni cosa vi sembrerà futile, banale e per ritrovarvi, per dare un senso alla vostra vita, avvertirete il bisogno di isolarvi dai vostri simili. In alcuni casi potrebbero manifestarsi capacità paranormali, come la chiaroveggenza, ovvero, la capacità di vedere passato, presente e futuro.” Manuel chiuse il libro, si alzò turbato e si diresse verso l’uscita dove, inavvertitamente, si scontrò con Francy​. Fu un attimo, ma gli bastò per vedere qualcosa nel destino della ragazza sconosciuta. Francy voleva raggiungere Laura a tutti i costi e si allontanò incurante di Manuel. “Non le dire nulla.” le urlò, ma ormai era troppo lontana. “Dottoressa Colombo, Laura, per favore, solo un minuto.”, disse Francy stremata dalla folle corsa. Laura stava per andare via col furgone dell’organizzatore, ma vedendo il viso della ragazza, ebbe un attimo di esitazione. Provò una sensazione di disagio che la sconvolse: “Non è possibile: un dejavu!”. Entrò nel furgone e pregò l’autista di partire immediatamente. Nello stesso momento, a diversi chilometri di distanza, durante una riparazione ad un vecchio televisore CRT in bianco e nero, Matteo​, riceveva una trasmissione insolita. “A colori? Come cazzo è possibile?” Per una incredibile coincidenza, stava realizzando un video tutorial per il suo canale YouTube e la telecamera era puntata proprio sullo schermo del televisore. Riuscì ad immortalare una richiesta di aiuto.

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