Questa foto è stata scattata a mezzanotte e cinquantatrè dell’otto Settembre. Pochi minuti prima stavo scrivendo altre pagine del romanzo dedicato a Freddie Mercury. Essendo indeciso su alcune parti, ed essendo stanco dopo una giornata di lavoro ed impegni vari, decido di mollare e correre a casa, letteralmente. Indosso le scarpe da tennis e mi avvio per le strade di Milazzo, silenziose e solitarie. Questi momenti insoliti, vissuti in orari altrettanto insoliti, possono aiutare l’ispirazione e a mantenersi in forma. A circa cento metri da casa, prima dell’incrocio, “vedo” nuovi frammenti del romanzo prendere vita nella mia mente. L’idea mi piace, ma vengo colto da un dubbio: “Chissà se a Freddie piacerebbe questa idea…”. Poco dopo giro l’angolo e giungo al portone del complesso in cui abito. Mi fermo a fare un po’ di stretching, pensando ancora all’idea e a cosa Freddie avrebbe scelto. Mi giro e vedo una piccola creatura. Seduto a poco più di due metri da me, in religioso silenzio, un gatto mi osserva nella strada vuota, a mezzanotte e cinquantatrè. Decido di scattargli qualche foto, incuriosito da ben due coincidenze che sembrano confermare la correlazione con Mercury: il gatto e il suo colore. Il bianco e il nero, come la famosa calzamaglia a scacchi. E’ incredibile questa sincronicità: l’idea riguardava l’aggiunta di un gatto alla storia, ma ero indeciso sul colore: bianco o nero? Freddie ha risposto? Non desidero aggiungere altro e lascio a voi ulteriori considerazioni. Dopo essersi prestato ad alcuni scatti, è andato via.

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