Davide ha preso possesso dell’unica televisione disponibile al momento in casa, per giocare a Fortnite. La seconda televisione attende di essere riparata da quasi un secolo. Martina si guarda i “Me contro te” nel notebook. Il resto della famiglia adulta si intrattiene ognuno con il proprio smartphone per inviare gli ultimi messaggi della giornata ai familiari lontani. Io e Ale, che facciamo ? Ha sonno, vorrebbe vedere per la milionesima volta i tre porcellini, ma se sento ancora una volta la lagna delle rime forzate dei due porcellini più giovani, rischio di prendere il posto del lupo per dare fuoco alla casa di paglia. Ci sediamo sul divano, abbracciati, mentre giro su Youtube alla ricerca di qualcosa di diverso. Di recente ha iniziato a vedere qualche puntata di PeppaPig, che non dico dove mi sta, per non turbare la sensibilità di chi mi segue. Lascio fare al bimbo che è in me e scrivo le parole magiche “Cartoni bambini anni 80″… ed ecco che la magia accade. L’uomo tigre, Devilman, Carletto il principe dei mostri, Ken il guerriero, Memole, Heidi, Daitan III, Goldrake e tanti altri che mi fanno sospirare. “Devilman e l’uomo tigre li vedrai quando sarai illuminato amore di papà. Per te ci vuole lui questa sera…”. Clicco sul secondo episodio di HELLO SPANK, che tra le altre cose non avevo mai visto. Ale segue in silenzio e la sua prima reazione è proprio per Spank, che si esprime come un bambino. Ma quando arriva la scena della spiaggia, dove Spank attende il ritorno del suo padrone morto in mare e fa di tutto per far capire ad Aika (Yaya), che dovrebbero restare insieme, Ale mi fa delle domande che mi inteneriscono, ma avendo il ciuccio in bocca, non ho capito una mazza. Ma è nella scena della “Ahi, che botta!”, che Ale se la ride di cuore. “Papà ancora.”, mi chiede. E ancora. E ancora. E ancora. “Ale, ho capito che ti piace, ma se non andiamo avanti, anche Spank farà la fine dei tre porcellini.”. La puntata finisce e Ale lo vuole rivedere. Prevedibile: Super Spank non poteva fallire. Alla faccia di Peppa Pig.

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