Questo scatto risale al 4 Luglio 2018, il giorno dopo la nascita di Noemi, che per la cronaca è la quinta figlia. Alessandro aveva trascorso la notte insieme agli altri due maschi più grandi e Martina, mentre io assistevo mia moglie in quello che è stato un parto diverso dagli altri quattro. Una piccola complicazione all’ultimo ci aveva fatti sudare un pochino: la piccola monella aveva girato la testa e non riusciva ad uscire. Mia moglie era stremata, ma anche questo parto naturale è andato bene. Unico dispiacere, non sono riuscito a tagliare il cordone, perché la bimba doveva essere assistita immediatamente, avendo faticato parecchio anche lei. Alla fine, abbiamo tirato un sospiro di sollievo, grazie anche al supporto di tutto l’ottimo staff all’ospedale Fogliani di Milazzo. Il giorno dopo l’immancabile rito dei fiori da portare alla mamma. Alessandro faceva mille domande: “Doè mamma? Mamma a casa? In oppedale? Pottiamo i fiori? Doè mamma?”. Per tutta la mattinata, ad intervalli di cinque minuti, non faceva altro che chiedere della mamma. Mi ricordava Brian, il mio primogenito, quando a tre anni visse la stessa esperienza, in seguito alla nascita del fratellino Davide. Dopo essere andati a trovare la mamma in ospedale, vomitò in auto; la notte eravamo da soli in quella camera da letto così vuota senza di lei. Lo tenevo al petto, gli raccontavo delle storie, gli cantavo qualcosa e alla fine si addormentava esausto, dopo aver chiesto per l’ultima volta dove fosse sua madre. Tutte le volte che lo ricordiamo, con mia moglie, il nostro pensiero va a tutti quei bambini che vengono sottratti ai loro genitori, o che li perdono in una tragedia. Ci sentiamo impotenti tutte le volte che ascoltiamo notizie del genere. Istintivamente abbracciamo i nostri figli, colmi di tristezza. Nessun bambino dovrebbe mai essere allontanato dal proprio genitore, soprattutto dalla mamma. La mamma ha quell’abbraccio speciale che ti avvolge in un tepore, in una culla di pace, e senti che tutto è perfetto, armonioso e puoi chiudere gli occhi sereno. Per quanto forte e sicuro possa essere quello di un padre, l’abbraccio di una mamma non potrà mai essere sostituito, come il suo profumo, la sua voce, il suo battito ascoltato per nove mesi. Alessandro chiese della mamma fino a quando non fummo in ospedale. Fu allora che iniziò a sorridere di nuovo, euforico, come mai lo avevo visto fino ad allora. Vederlo attraversare i corridoi, con il mazzo di fiori più lungo di lui, mentre la gente sorrideva al suo passaggio, e lui diceva a tutti che andava a trovare la mamma e la sorellina, seguito dai suoi fratelli, era uno spettacolo per gli occhi e per il cuore. Purtroppo, giunti al reparto, non ci fecero entrare subito, ed Ale restò deluso. Ci accomodammo nella sala d’attesa e lui occupò la fila vuota. Lo vidi così assorto che solo una foto poteva rendere l’idea. Raccontarlo tentando di spiegare la sua espressione, non avrebbe avuto lo stesso effetto. Non so cosa stesse pensando e non credo sia giusto immaginarlo. E’ qualcosa che appartiene a lui e non gli chiesi nulla. Lo lasciai lì, qualche minuto, a vivere quel suo momento. Posso solo dirvi che quando giunse l’ora, corse sventolando il mazzo, facendo volare qualche petalo; nel reparto gremito di gente, l’adorabile gnomo si fece strada, incurante della sorte dei fiori travolti dagli adulti imbecilli che nemmeno si spostavano al suo passaggio. Mi fermai poco prima della stanza dove alloggiava mia moglie, per osservare tutti i miei figli che uno ad uno invadevano quella piccola camera. Si sentivano le urla di gioia e mi fermai un attimo, per gustarmi quella sensazione. Trattenni le lacrime. Ero stato investito da una furia d’amore, quello puro, incondizionato. Quando sento qualcuno che sostiene di amare, o d’aver amato, un uomo o una donna, alla follia, mi vien da pensare che non abbia mai avuto un figlio, o non abbia mai vissuto un figlio con il cuore. Più guardo questa foto, più sento di amare alla “follia” quello sguardo innocente, fermo in un raro silenzio, nell’attesa di rivedere il suo vero amore: la mamma.

 

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