Mia moglie aveva desiderato una femminuccia “normale”, e invece su questa terra desolata è precipitata una birbante “a colori”. Quella volta al bar tutti ordinammo cose ovvie: qualcuno preferì la granita con brioche, qualcun altro il cornetto, il più folle un cappuccino. Desidero sottolineare l’importante differenza tra cornetto e brioche, per gli amici del Polo Nord: il primo ha la forma di una mezzaluna, ma se proprio il pasticcere non ci riesce, va bene anche il modello ciabatta ripiena di crema, o cioccolato, marmellata, di solito, oppure vuoto per gli sfigati; mentre la seconda apre un mondo di fantasie per il palato. La brioche, quella con il “tuppo” per intenderci, supporta egregiamente tutte le tipologie di granita siciliana. Assomiglia tanto al pane inzuppato nel caffè latte che mangiavamo una volta, ma freddo. Attenzione, non si parla di ghiaccio colorato, come erroneamente fanno in alcune parti della Sicilia. Qui si parla di arte, di quel prodotto che ti costringe a chiederti perchè ai piccoli si continua a dare il latte materno, quando potrebbero benissimo crescere con una granita e quattro brioches (forse ho esagerato, ma spero di aver reso l’idea). All’occorrenza la brioche può essere aperta come un PacMan e riempita di gelato e panna. Dopo una pietanza raffinata del genere, non mangerete altro. E’ un pasto completo e per molti una sfida, soprattutto se indossano pantaloni bianchi. Mai togliere il tuppo subito, cosa che facciamo tutti, perchè altrimenti dovrete fronteggiare la fuoriuscita di gelato che al primo morso sembrerà volersi arrestare, ma alla seconda affondata, dovrete trasformare la vostra bocca in un’aspirapolvere. Quel giorno Martina non ordinò il frappè di gelato, ma una fetta di torta che se ne stava lì in vetrina, ad attenderla. Raramente prende una granita alla fragola, senza panna, qualche volta si arrangia con un cornetto, ma dopo aver ordinato quell’armonia di colori, mi sono chiesto di chi fosse figlia, una che ama pensare a colori, quando io prediligo il bianco e nero, non il dolce, ma lo scatto fotografico. Non sai cos’è il bianco e nero messinese? E sei ancora tra i miei contatti? Tu prova solo a rispondere “Profitterol” e vedi come ti stacco le scapole e ci faccio due nacchere (Cit. Giovanni Storti). Basta con questi francesismici. E comunque dopo la prima palla, a me il bianco e nero sdegna. Ma il tiramisù no! Mia moglie lo fa pure alle fragole. Da qualche parte credo di aver scritto che non riesco a perdere quel simpatico chiletto, da quando ho sposato la più brava cuoca e pasticcera del mondo. So già che questa fetta di torta a colori sarà presto replicata a casa. Faremo una trasmissione televisiva su Facebook con le ricette di “Cotto e bruciato”. 😅 Voglio proprio vedere con Alessandro in giro quante torte colorate verranno fuori…


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