Due anni fa a quest’ora ero nella mia camera, agitata come non mai. I miei amici Leonardo e Vania che magnificamente mi resero una principessa, il fotografo che scattava le prime foto, la Dodi e la Nichy che intrattenevano mia figlia, raccontandole storie di fate e folletti mentre mi aiutavano ad indossare il vestito. Mia mamma che attendeva gli ospiti ed io ero lì, mille emozioni in testa. Pensavo a mio padre, al fatto che non mi avrebbe portato all’altare. Trattenevo le lacrime per non far colare il trucco, ma lui era lì, tra i miei pensieri. Poi sorridevo. Insomma, ero preda di una specie di crisi bipolare. Pensavo alla faccia che avrebbe fatto mio marito vedendomi con un abito completamente rosso. Per mesi gli avevo detto che una vera sposa si veste di bianco e col velo. Alla fine, in quell’abito che ho indossato anche per fare uno scherzo a mia sorella, quando sono uscita dal camerino, ci siamo guardate e siamo scoppiate a piangere. “Papà l’avrebbe adorato. Sei bellissima!”, mi disse. Addio trucco. Intanto una piccola fatina assonnata si aggirava per casa, tentando di capire cosa stesse succedendo. Lei, con il suo abitino elegante e gli occhioni curiosi. Lei che viveva questa esperienza nuova e rallegrava tutti con i suoi sorrisi. Giunsero i parenti, gli amici, quelli del cuore, quelli che resistono agli anni che passano, quelli che ti mandano a quel paese quando occorre, ma che sono sempre i primi a sostenerti quando ne hai bisogno. Siamo partite con la mia fatina, senza cavallo bianco, ma a bordo di una bella macchina guidata da un caro amico che mi portò da te. Mi attendevi con quel tuo sguardo pieno di amore, emozionato, gli occhi lucidi, pronti a versare lacrime di gioia.
Tu, così grande, spavaldo, strafottente, forte, sicuro, che non molla mai, ma con un cuore onesto, di chi ama senza chiedere nulla in cambio.
Ridevi per il vestito rosso. Ma poi i nostri sguardi si incrociarono, come quel giorno che ci incontrammo per la prima volta. C’eravamo solo noi. Tutto il mondo intorno non esisteva più, solo i nostri occhi pieni d’amore. Quando guardo la nostra fatina, mi rendo conto che non avrei potuto scegliere papà migliore per la mia bambina. Poco dopo attraversavo la navata della chiesa per raggiungerti, al fianco di un altro uomo della mia vita che ha saputo sostituire mio padre con onore. Tremavo mentre mi avvicinavo te, pronto a prendermi e non lasciarmi più. Un matrimonio intimo, circondati dalle persone che contavano di più per noi, una festa umile, fatta con tanti sacrifici, ma che ci ha riempito di gioia. Sono trascorsi due anni, sono successe tante cose. A volte ci mandiamo a quel paese, mi lamento di te e del tuo caratteraccio e tu dei miei sbalzi di umore, ma non esiste altro luogo dove vorrei essere e non esistono altre braccia dalle quali farmi cingere.
Non esiste altro uomo che potrei amare, perché noi siamo qualcosa di speciale. A casa é il luogo in cui ci ritroveremo sempre. Ti amo, perchè ti ho amato da quella sera, dal nostro primo bacio. Sei cosa bella…

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